Perché non credo nell’eutanasia
Il dibattito fra coloro che desiderano approvare la legge sull’eutanasia (e il prodromico referendum abrogativo) e coloro che si oppongono mi vede schierato dalla parte di questi ultimi, o meglio, la mia posizione è “fate pure la legge, ma lasciatemi la libertà di essere obiettore di coscienza”. Non parto da un’astratta idea di sacralità della vita umana (benché per me la vita umana e il benessere delle persone siano di fatto le cose più sacre). Troppi slogan sono stati usati sia contro chi è stato ingiustamente accusato di essere portatore di “cultura di morte” sia contro chi è stato altrettanto ingiustamente accusato di voler far soffrire dei poveretti per adesione a vetuste ideologie. Parto invece dalle seguenti considerazioni: 1)il medico deve sempre operare per il massimo bene del paziente 2)solo in un caso la morte coincide al di là di ogni ragionevole dubbio con il massimo bene del paziente: quando siamo certi che ci troviamo agli ultimi giorni di vita e il paziente present...