Riflessioni occidentali su un caso clinico di moxibustione
Nel caso interessante di moxibustione qui descritto ( https://pensieridiunmedico.blogspot.com/2025/09/dispnea-da-insufficienza-polmonare.html?m=1 ) il medico occidentale rimane di solito disorientato dall’uso di una diagnostica e di una terapia che non ha basi fisiopatologiche scientificamente riconosciute. Per spiegare le mie scelte in modo agevole e poco prolisso immagino un dialogo con un collega. “ Qual è dunque il razionale di una scelta terapeutica (e in parte diagnostica) basata sull’antica medicina cinese?” La risposta è molto pragmatica: in questo caso la medicina occidentale non poteva fare molto di più (una volta usati tutti i farmaci disponibili per la dispnea o -come in questo caso- una volta rifiutato dalla paziente stessa un aumento dei dosaggi) il medico occidentale ha le mani legate. Non si tratta certo di un caso di tale gravità da richiedere (per sintomo refrattario) una sedazione terminale; il sintomo è refrattario solo per scarsa volontà della pazie...