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Riflessioni occidentali su un caso clinico di moxibustione

Nel caso interessante di moxibustione qui descritto ( https://pensieridiunmedico.blogspot.com/2025/09/dispnea-da-insufficienza-polmonare.html?m=1  ) il medico occidentale rimane di solito disorientato dall’uso di una diagnostica e di una terapia che non ha basi fisiopatologiche scientificamente riconosciute.  Per spiegare le mie scelte in modo agevole e poco prolisso immagino un dialogo con un collega. “ Qual è dunque il razionale di una scelta terapeutica (e in parte diagnostica) basata sull’antica medicina cinese?” La risposta è molto pragmatica: in questo caso la medicina occidentale non poteva fare molto di più (una volta usati tutti i farmaci disponibili per la dispnea o -come in questo caso- una volta rifiutato dalla paziente stessa un aumento dei dosaggi) il medico occidentale ha le mani legate. Non si tratta certo di un caso di tale gravità da richiedere (per sintomo refrattario) una sedazione terminale; il sintomo è refrattario solo per scarsa volontà della pazie...

Dyspnea from Chronic Lung Failure Treated with Morphine and Moxa

  The same patient with pulmonary carcinoid described in a previous clinical case (https://pensieridiunmedico.blogspot.com/2025/05/agopuntura-per-trattare-la-dispnea-in.html) presents with dyspnea at rest despite self-administration of morphine (she does not tolerate fentanyl or continuous morphine due to excessive drowsiness, given her highly active nature).   She responds moderately well to acupuncture sessions but has marked skin sensitivity to needles, making each puncture a small source of discomfort.   The radiological picture has also changed, with a dorsal paravertebral lesion and some brain lesions in addition to the usual hepatic ones.   I proposed a treatment with moxibustion alone, without needles:   First day: LU7, LU1, LU5, LU6, BL12-13.   Immediate benefit on dyspnea, but too short-lived: approximately one hour of reduced breathlessness.   I deliberately did not measure the NRS, but the breathlessness was reported as moderate even ...

Dispnea da insufficienza polmonare cronica trattata con morfina e Moxa

La stessa paziente con carcinoide polmonare descritta in un caso clinico precedente ( https://pensieridiunmedico.blogspot.com/2025/05/agopuntura-per-trattare-la-dispnea-in.html ) mostra dispnea a riposo nonostante autoamministrazioni di morfina (non tollera oppioidi in continuo per sonnolenza eccessiva, data anche la personalità estremamente attiva). Risponde discretamente a sedute di agopuntura ma ha una sensibilità cutanea spiccata agli aghi, per cui ogni puntura è per lei una piccola sofferenza. Il quadro radiologico si è inoltre modificato con una lesione paravertebrale dorsale e alcune lesioni encefaliche oltre alle usuali epatiche. Le propongo un trattamento con sola Moxa senza aghi: Primo giorno: LU7 LU1 LU5 LU6 BL12-13 Beneficio immediato su dispnea, ma troppo breve : circa un’ora di riduzione dell’affanno. Non ho volutamente misurato NRS, ma l’affanno viene riferito come di discreta entità anche a riposo. Non desidera uso di farmaci ulteriori, ma solo terapie non conve...

Four hopes (advice for a sick person)

When we fall ill, it can happen that, even if the illness is not extremely serious, many thoughts and worries cause us to suffer. It may also happen that the illness is severe, and a careless doctor, concerned about not being misunderstood or raising false hopes or potential lawsuits, delivers bad news in a cold and impersonal manner. Fortunately, many doctors have a special sensitivity and are attentive to psychology, but some are more technical. As a result, it can sometimes happen that we experience the trauma of a prognosis that is not only unfavorable but is further worsened by words that leave no room for hope, delivered without much compassion—or, paradoxically, with excessive pity, which can also be harmful. To survive these emotional tsunamis, it is essential to know that every patient, regardless of the severity of their condition, can always hold onto the four hopes listed below (which become five for those with religious faith): 1) Hope of not dying soon (i.e., a prognosis...

Quattro speranze (consigli per un malato)

Quando ci ammaliamo può succedere che, pur non essendo gravissima la malattia, molti pensieri e preoccupazioni ci facciano soffrire; può anche succedere che la malattia sia grave e che un medico disattento, preoccupato di non essere frainteso o di non generare false speranze, incomprensioni (magari foriere di denunce),  ci dia notizie brutte da sentire e ce le dia con toni freddi e poco umani. Per fortuna molti dottori hanno una sensibilità speciale e sono attenti alla psicologia, ma alcuni sono più tecnici , per cui a volte può  capitare di subire il trauma di una prognosi che non solo è infausta, ma viene ulteriormente inasprita da parole che non lasciano spiragli, comunicata senza troppa pietà, oppure magari (paradossalmente può essere un male anche questo) con eccessiva pietà. È essenziale, per sopravvivere a questi maremoti, sapere che ogni paziente, a qualunque livello di gravità , può sempre portare in cuore le quattro speranze elencate qui sotto (che diventano cinqu...

La tutela dello stato di coscienza del paziente morente: analisi della sofferenza invisibile

  La tutela dello stato di coscienza del paziente morente: analisi della sofferenza invisibile   Davide Corvi Anestesista palliativista  Gruppo Don Gnocchi Monza davidecorvi@gmail.com RIASSUNTO: Le cure palliative hanno il potenziale di rimuovere ogni sofferenza da chi ha ricevuto diagnosi di malattia inguaribile. Tuttavia questo potenziale non viene oggi sviluppato sempre in modo completo. Si può infatti rilevare che, nelle fasi finali del percorso di assistenza palliativa, quando il paziente diviene incosciente, potrebbe essere presente una sofferenza latente, difficilmente rilevabile con la visita medica tradizionale, della quale non si tiene sempre conto nel comune operato dei palliativisti. La ragione di questa carenza è prevalentemente culturale. Le attuali linee-guida per la sedazione palliativa terminale non tutelano il paziente morente dal rischio di avere coscienza vigile nelle ultime ore di vita,  probabilmente perché di questo problema solo pochi...