IL PAZIENTE NON CONTATTABILE IN CURE PALLIATIVE-ANALISI BIOETICA DEL “PUNTO DI NON RITORNO”
IL PAZIENTE NON CONTATTABILE IN CURE PALLIATIVE-ANALISI BIOETICA DEL “PUNTO DI NON RITORNO” Davide Corvi, anestesista palliativista Gruppo Don Gnocchi Monza Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non sempre una grave lesione al capo è seguita da una corrispondente assenza di coscienza. A chi lo osservi dal di fuori, colui che ha subito una lesione appare incapace di partecipare, paralizzato, “estraniato”; la sua coscienza è assente. Ma la coscienza non si è affatto spenta soggettivamente. C. G. Jung Nell’esperienza del medico palliativista è presente una realtà clinica di grande rilievo per le implicazioni terapeutiche, etiche e umane: si tratta di quello che potremmo definire “punto di non ritorno”. È il momento a partire dal quale il medico realizza che non sarà più possibile in nessun modo che il paziente sia contemporaneamente contattabile (a breve verrà spiegato perché si è scelto questo termine invece di “cosciente”) e privo di sintomi estrem...