MEDICI SCHIAVI E MEDICI ROBOT



MEDICI SCHIAVI E MEDICI ROBOT
Sono un anestesista rianimatore e desideravo condividere alcune riflessioni sul mestiere di medico nel nostro sistema sanitario. Analizzerò per brevità solo il problema degli ambulatori.
Oggi le visite mediche vengono spesso programmate dalle direzioni sanitarie in modo che si debba visitare un paziente ogni 15 minuti. Chiunque abbia studiato seriamente anestesia sa che preparare in 15 minuti un anziano cardiopatico che debba sottoporsi-per esempio -a un intervento di protesi di ginocchio è pura utopia (ne occorrono 60 a mio avviso). 
Qual è la soluzione per il povero anestesista? Può scegliere: o prolunga l’ambulatorio a oltranza (con nervosismi e tensioni dei pazienti e degli infermieri nonché rischi di errore umano per affaticamento), o cambia lavoro, oppure ancora (ahimè spesso) lavora male.
Il medico in simili condizioni non può che sbagliare, perché vedere un paziente in 15 minuti significa essere superficiali. Il sistema va avanti perché, prima che accadano cose gravi (e soprattutto prima che qualcuno se ne accorga), ne passa di tempo! Quasi impossibile dimostrare che un paziente abbia avuto una grave complicanza in terza giornata postoperatoria anche a causa di una visita preoperatoria era poco accurata.
Provocatoriamente lancio una possibile soluzione che salva capra (l’etica medica) e cavoli (il denaro delle istituzioni). 
Facciamo in modo che le visite mediche siano svolte da robot. Oggi non è più fantascienza: la maggior parte degli algoritmi decisionali di una visita preoperatoria sono alla portata del software più elementare. Prima di pensare a ipotetici chirurghi robot creiamo dei robot che svolgano visite mediche. Non è complesso programmare un software che sappia indicare se gli esami di un paziente sono compatibili con un intervento. Stessa cosa per quanto riguarda anamnesi, elettrocardiogramma, radiografia del torace... ore di lavoro risparmiate per l’azienda e ore di schiavismo logorante risparmiate al medico. Inoltre si ridurrebbe il rischio di errori. Prevedo queste obiezioni: “e chi praticherebbel’ascoltazione del cuore e dei polmoni?”Che ci crediate o meno alcuni anestesisti non si dedicano spesso a quest’arte, e comunque non credo sia complesso inventare un fonendoscopio elettronico. Basterebbe quindi un infermiere  addestrato all’uso del software.
E tutto ciò che ho detto penso possa valere anche per i medici di famiglia. 
“E l’umanità del medico? Il suo calore? Il suo sesto senso?” Queste cose non rientrano negli interessi aziendali. 
Però i dirigenti si ricordino che, quando un medico sbaglia, forse in tribunale ci va lui da solo, ma al tribunale della Coscienza ci vanno tutti coloro che lo hanno fatto lavorare in quelle condizioni.
                                                                   Davide Corvi
Ps offro la mia consulenza all’ingegnere che volesse degli algoritmi per cimentarsi nell’impresa. Poi basterebbe produrre uno studio in cui lo stesso paziente venga visitato sia dall’anestesista che dal robot: lo studio avrà successo se il robot mostrerà risposte uguali o più sicure del medico umano per qualche migliaio  di pazienti.
davidecorvi@gmail.com

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