Note sul vaccino Astra-Zeneca

 Volevo fare un esercizio di ragionamento sugli eventi drammatici associati in questi giorni alle vaccinazioni Astra-Zeneca.

La statistica è sicuramente un’arma importante per le nostre riflessioni, ma la vita non è statistica: è fatta di fenomeni singoli, irripetibili e tuttavia legati da rapporti causa-effetto.

Se un amico mi dà una randellata in testa e dopo pochi minuti perdo i sensi, un giornalista potrebbe affermare che il mio caso è assolutamente in linea con le statistiche degli svenimenti nel mio paese, anche fra i non-randellati, pertanto, secondo lui, attribuire alla randellata il mio svenimento sarebbe solo sciocca fobia per le randellate.

Perché questo uso della statistica è sbagliato? Userò la statistica per spiegarlo.

Se dobbiamo escludere un nesso di causalità tra una randellata e uno svenimento non è sufficiente stabilire che fra tutti i randellati gli svenuti sono più o meno nella stessa percentuale della popolazione generale. Non è detto infatti che la popolazione generale sia confrontabile con la popolazione dei randellati (può essere-a titolo di esempio- che i randellati siano tutti sotto i quarant’anni e forti e magri quindi molto meno a rischio di avere delle sincopi rispetto alla popolazione generale: in tal caso una percentuale uguale non è affatto un risultato normale). Fuori di metafora i vaccinati non sono un campione esatto della popolazione: il fatto stesso che abbiano accettato di essere vaccinati li rende una popolazione differente dalla popolazione generale: già solo per questa scelta sono poco confrontabili. Per esempio potrebbero essere più attenti alla propria salute. Potrebbero avere età medie diverse.

Ma la mia obiezione vuole andare più a fondo: se vogliamo stabilire se un vaccino ha ucciso una persona dobbiamo studiare quel singolo caso, e non solo le statistiche.

Se un quarantenne nell’arco dello stesso giorno riceve un vaccino, ha la febbre a 39 e muore (ammesso che questi eventi siano stati riportati correttamente dai giornali), vuol dire che il suo organismo in un lasso di tempo ridotto ha incontrato tre eventi di cui due rarissimi (il vaccino antiCOVID e la morte) e uno piuttosto infrequente (il febbrone). Sono scollegati fra loro? Difficile pensarlo (non impossibile, ma difficile). È proprio una legge statistica a renderlo improbabile: se lancio un dado la probabilità di avere 1 è 1/6, ma se lo lancio 3 volte la probabilità di avere 1-1-1 è 1/216! La probabilità di tre eventi rari scollegati è bassissima! Invece se gli eventi sono collegati fra loro avrò una probabilità più alta.

Però potrebbero essere eventi collegati in modo  non direttamente causale (per esempio il vaccino ha scatenato la febbre e il fragile organismo non ha retto alla febbre: una predisposizione o una fragilità viene a inserirsi fra le cause in un concorso di colpa). 

In ogni caso se mettiamo insieme questi dati con la notizia che alcuni stati europei hanno sospeso il vaccino Astra Zeneca, che la Svizzera non lo ritiene ancora sicuro, e che ci sono stati casi di trombosi ( non si può saperne la causa  però sono stati segnalati) bisogna usare il buon senso e ammettere che i sospetti su questo vaccino ci sono, eccome: magari su eventi rarissimi ma ci sono. Dimostrazioni nessuna, sospetti sì.

Quando potranno essere fugati? 

Quando e se scopriranno che la morte dei militari non è razionalmente (e non solo statisticamente!) associabile  al vaccino (per esempio se il corpo all’autopsia mostrasse un tumore metastatico). E quando e se ci mostreranno che anche gli altri vaccini non Astra-Zeneca hanno identici effetti collaterali su identiche fasce di popolazione. Fino ad allora le rassicurazioni sono solo una scelta politica, una scelta che si spera ben ponderata. 

Un’ultimo suggerimento: non facciamoci troppo tranquillizzare  da autopsie che “escluderebbero” nessi causali. Per esempio ho letto che l’autopsia di una sessantaduenne avrebbe escluso che il vaccino fosse un killer.  Il referto parlava di “infarto intestinale”. E dunque? L’infarto intestinale non è forse un tipo di trombosi? Come si fa a sapere che non è stato il vaccino?

Un’autopsia mostra solo (quando ci riesce) la causa di morte, ma non dice se questa a sua volta è stata causata dal vaccino: lo può escludere solo i quei casi in cui il vaccino non è razionalmente implicabile (es. un aneurisma aortico rotto, o un tumore cerebrale).

Intendiamoci: può essere che comunque, anche se si scoprisse che il vaccino Astra Zeneca è pessimo, valga la pena di vaccinarsi: questa scelta deve essere frutto di un calcolo del rapporto rischio/beneficio e non della sola emotività del momento. Però si spera che i politici scelgano i vaccini più sicuri, in base a criteri non solo economici.


Davide Corvi 14/3/2021



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